Dichiarazione dei redditi precompilata disponibile dal 15 aprile

dichiarazione-730-2016

 

 

 

Dalla data di oggi i contribuenti possono accedere alla propria dichiarazione dei redditi precompilata 2016 sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Coloro che presenteranno il 730 precompilato senza apportare modifiche o effettuando cambiamenti che non incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta, non subirà alcun controllo fiscale. Rispetto al 2015, quest’anno sono inclusi dati aggiuntivi forniti da terzi all’Ade (spese mediche, interessi passivi sul mutuo, premi di assicurazione (vita e infortuni), contributi previdenziali e assistenziali, spese sanitarie e rimborsi, spese universitarie e rimborsi, contributi versati alle forme di previdenza complementare, spese funebri) ed è presumibile che più utenti accetteranno il modello 730 precompilato, così da non subire

Se, invece, ci si avvale di un CAF o professionista abilitato, anche senza modifiche al modello precompilato, l’Agenzia delle Entrate potrà effettuare controlli formali sulla documentazione presentata, ma non sul contribuente bensì accertamenti fiscali.

Chi invia il 730 precompilato effettuando modifiche potrà essere sottoposto ai normali controlli fiscali, che non riguarderanno solo i dati integrati o cambianti ma l’intera dichiarazione.

Rassegna stampa del 2 marzo 2016

Nel 2015 crescita +0,8% e deficit al 2,6%
Davide Colombo – II Sole 24 Ore – pag. 2

Nel 2015 il Pil ha registrato una crescita in volume dello 0,8%, dopo tre anni di recessione. A spingere sul prodotto interno è stata la domanda interna (0,5%) mentre la domanda estera netta ha pesato negativamente per tre decimali. Il dato finale sul Pil diffuso ieri dall’Istat è inferiore di un decimale rispetto alle ultime previsioni del Governo della Nota di aggiornamento a Def di settembre e superiore sempre dello 0,1% rispetto alle stime Def di aprile. L’Istat certifica per l’anno in corso un rapporto debito/Pil al 132,6% contro il 132,8 previsto dal Governo. Per il premier Renzi deficit e tasse caleranno ancora, per le tasse, tuttavia, è ancora prematuro dire con quale intervento. Per il ministro dell’Economia Padoan il taglio di imposte ci sarà se le condizioni lo permetteranno. Bruxelles conferma che i dati sono in linea con le previsioni.

Recupero record per la lotta all’evasione
Marco Mobili – II Sole 24 Ore – pag. 5

Sul fronte della lotta all’evasione i dati dell’Agenzia delle Entrate relativi al 2015 hanno segnato un nuovo record, con un recupero di 14,9 miliardi di euro (+4,9% rispetto all’anno precedente) di cui 250 milioni grazie alla nuova strategia del dialogo tra amministrazione finanziaria e contribuenti. Con le lettere di compliance un contribuente su due che le ha ricevute ha corretto la sua posizione con il fisco pagando il dovuto. Dei 14,9 miliardi 4,4 arrivano dalla riscossione coattiva e 10,2 dai versamenti diretti. Come detto la compliance spinge versamenti spontanei per 300 milioni di euro. Cresce del 13,1% rispetto al 2014 l’attività di liquidazione mentre diminuiscono del 4,9% gli incassi da attività di controllo. Occhio attento all’evasione internazionale. La Commissione europea sta lavorando a due proposte di direttiva in materia di antielusione e di rendicontazione paese per paese. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Una compliance fiscale a metà’ – pag. 32)

Bonus Ace con doppio effetto
Giacomo Albano – II Sole 24 Ore – pag. 37

Incentivo Ace. Nel 2016 il coefficiente di remunerazione del capitale investito può raggiungere il livello massimo per l’aumento del rendimento nozionale relativo al 2015, ma i conferimenti da Paesi black list rischiano di pregiudicare la spettanza del beneficio, soprattutto in capo ai gruppi multinazionali. Per il 2015 le imprese dovranno applicare il coefficiente del 4,5% agli incrementi del capitale proprio (dal 2016 il tasso è al 4,75%). Il beneficio deve fare i conti con le cause di sterilizzazione che sono orientate non tanto a limitare la fruibilità del beneficio ma a evitare fenomeni moltiplicativi dell’agevolazione. La disciplina antielusiva concede comunque la possibilità di presentare istanza di interpello per chiedere la disapplicazione delle norme restrittive, dimostrando l’assenza di duplicazioni del beneficio.

Spese sanitarie nel 730 precompilato: proroga per medici e professionisti

E’ la novità più attesa nel 2016 per quel che riguarda la dichiarazione dei redditi: la comunicazione da parte di medici, farmacie e strutture sanitarie dei dati sulle spese sanitarie dei contribuenti, valide per le detrazioni da inserire nel modello 730.

La scadenza per i professionisti era fissata per il 31 gennaio, ma l’Agenzia delle Entrate ha concesso agli operatori della sanità appena qualche giorno in più, spostando al 9 febbraio la trasmissione dei dati e delle informazioni sulle prestazioni erogate e i farmaci acquistati.

Si conferma che il 730 precompilato non subirà ritardi e che, quindi, sarà a disposizione dei contribuenti a partire dal 15 aprile.

Il direttore delle Entrate, Rossella Orlandi, fa presente che i farmacisti, al contrario di studi medici e odontoiatri, ospedali e strutture sanitarie, non sarebbero pronti all’adempimento per non aver conservato tutti i dati di acquisto. Si deduce, quindi, che saranno pre-calcolate le detrazioni per gli acquisti di medicinali, nonostante rappresentino probabilmente la maggior parte delle detrazioni per spese sanitarie.

 

Rassegna stampa del 25 gennaio 2016

Burocrazia, digitale, enti inutili: da Nord a Sud l’Europa ci crede
Chiara Busso – II Sole 24 Ore – pag. 4
La burocrazia è il nemico n. 1. in tutta Europa. Il governo italiano ha appena approvato i primi 11 decreti attuativi della legge Madia. Anche in altri paesi il cantiere della riforma della Pa è aperto. E al di là dei tagli previsti dalla spending review ci sono aspettative per un cambio di passo con un dividendo che contiene risparmi anche per le casse statali. L’articolo prosegue evidenziando le misure messe in campo da Francia, Germania, Regno Unito, Irlanda e Spagna. A Londra, dove i dipendenti pubblici sono il 21% del totale degli occupati, è stata istituita una piattaforma online che mette in contatto cittadini con 250 amministrazioni competenti. A Berlino puntano su semplificazione e numero unico. In Spagna, a regime, ci saranno 700 enti in meno. Ne colpirà 181 la sforbiciata pensata in Irlanda.

Il bilancio condanna almeno 2.500 partecipate
Gianni Trovati – II Sole 24 Ore – pag. 5
Il Governo è intenzionato a dare una sfoltita alle società partecipate dalla pubblica amministrazione. L’intento è quello di passare da 8mila a mille partecipate. Il decreto appena approvato in via preliminare dal Cdm prevede la chiusura di 2mila controllate nel primo anno di applicazione. Fare delle previsioni, tuttavia, è difficile anche perché un censimento condiviso delle partecipazioni pubbliche ancora manca. Anzi, sarà uno dei compiti che la nuova Unità di controllo del Mef dovrà adempiere. Il decreto chiede alle Pa di scrivere entro sei mesi un piano straordinario di razionalizzazione, in cui deve essere prevista l’alienazione delle partecipazioni che non rispettano i nuovi criteri. Le Amministrazioni che non redigeranno saranno obbligate dall’Unità di controllo del Mef ad alienare o liquidare in denaro le partecipazioni fuori regola.

Piano casa, mini stampella per l’edilizia
Valeria Uva – II Sole 24 Ore – pag. 6
Pensato nel lontano 2009 il piano casa, di proroga in proroga, va avanti in tutte le regioni. Solo Lombardia e Emilia-Romagna hanno detto addio senza rimpianti alla possibilità di derogare i piani urbanistici consentendo di realizzare il 20% in più di cubatura. Nel resto dell’Italia è ancora possibile realizzare la stanza in più per i figli. Tuttavia dal 2009 al 2013 gli ampliamenti sono più che dimezzati su base annua (-67%). Solo nel 2015 ben 11 Regioni hanno prorogato questa possibilità. I pochi numeri a disposizione evidenziano differenze da regione a regione.

Legge di stabilità: stretta sui contratti di affitto

Con l’obiettivo di combattere il pagamento in nero e velocizzare l’eventuale contenzioso, La Legge di Stabilità 2016 cambia una serie di norme relative al contratto di affitto di un immobile.

La novità principale sta nella procedura di registrazione del contratto di locazione: il proprietario dell’immobile deve provvedere entro 30 giorni alla registrazione, a pena nullità, e nei successivi 60 deve darne comunicazione all’inquilino e all’amministratore del condominio Quest’ultimo potrà in questo mo

do aggiornare l’anagrafe condominiale di cui all’articolo 1130, comma 1, numero 6 del codice civile.

Si conferma la nullità di ogni pattuizione volta a determinare un importo del canone superiore a quello del contratto scritto e registr

ato e a derogare i limiti di durata stabiliti dalla legge. L’inquilino potrà chiedere entro sei mesi la restituzione delle somme corrisposte in più nel caso in cui intervenga una di queste cause di nullità o presentare ricorso all’autorità giudiziaria, e oltre alla restituzione delle somme potrà richiedere che la locazione venga ricondotta a condizioni conformi a quanto p

revisto dalle norme. Possibilità di ricorso che verrà applicata anche al caso in cui il locatore non abbia provveduto alla registrazione entro 30 giorni. Sarà il giudice a stabilire il canone dovuto e la restituzione delle somme eventualmente in eccesso.